Polenta e scopetòn

scopeton"El xe na renga!", "El spussa pì del scopetòn" sono alcuni modi di dire della lingua veneta che allo scopetòn e alla polenta ha legato la sua storia dal 1870 agli anni '20, e forse anche di più...(1)

Polenta e scopetòn era infatti il magro pasto della povera gente. Spesso non vi era che questo per tirare a campare e frenare "la musica del stomego".

I più poveri lo attaccavano con uno spago al soffitto, sopra la tavola, coprendolo con la carta oleata durante la giornata. La stessa veniva tolta alla sera quando i commensali potevano "tociare" la polenta sul scopetòn tacà via. Quando arrivava qualche occasione speciale veniva tagliato a pezzetti e veniva posto sul panaro con la polenta e c'era una gran festa perchè si poteva finalmente mangiarne un poco davvero invece di sentirne solo il gusto sulla polenta!

scopetonMolti si chiedono che differenza passa tra la renga e lo scopetòn.(1) Si dice che la renga fosse la femmina dell'aringa e che lo scopetòn, più piccolo, fosse il maschio. Per qualcuno lo scopetòn è la comune sardina atlantica (sardin pilchardus) scelta tra le più grosse, salata, conservata come le acciughe, in barilotti di legno o scatole di latta. Ma sardina o renga sempre "scopetòn el xe!" come affermano vecchi amatori di questo piatto, che ormai si propone la Vigilia di Natale e in Quaresima.

Veniamo al testo della ricetta: Renga co la poenta brustolà

Si lessa una aringa dorata con il suo succo delle uova. Quando è ben cotta si monda e si separano i quattro filetti ponendoli sott'olio a più strati. Va consumata dopo almeno un giorno di marinatura con fette di polenta abbrustolita.

Vino consigliato: Sauvignon

(1)Sul tema della differenza tra renga e scopetòn aggiungo questo scritto di Terenzio Sartore, uno dei massimi studiosi vicentini di cibo e tradizioni:

"La differenza tra renga e scopetòn non è mai stata conosciuta nella nostra terra, nè l'abbiamo trovata precisata in alcun vocabolario dialettale o in altra opera di carattere locale. Lo scopetòn è stato ed è creduto comunemente il maschio della renga, nonostante sia ben più piccolo. Dopo laboriose indagini, ho accertato che gli scopetoni sono le comuni sardelle atlantiche, scelte tra le più grosse, salate e conservate come le aringhe e che sono in genere importate con il nome di English Pilchard, dai Paesi che si affacciano sul Mare del Nord. Le renghe, da parte loro, si distinguono in renghe da late (le più tenere) e renghe da uvi (quelle con le uova)".

(2) E' senz'altro durato di più ora che ci penso. Un tempo, tanti anni fa,
ho assistito personalmente in una mensa ferroviaria a Brescia (siamo appena fuori dal veneto, segno che la fame non ha confini) a questa scenetta che vi descrivo. Un tizio che era davanti a me, nel self-service di questa mensa, ha acquistato una insalata e tre pezzi di pane. Poi al tavolo ha tirato fuori da una scatola di latta uno scopetòn e lo ha messo dentro l'insalata. Ha condito abbondantemente con olio, sale, pepe e aceto, che notoriamente non si pagano, e poi si è gustosamente mangiato l'insalata intingendo il pane nello scopetòn . La sorpresa mia e del mio socio (gigi stivan, che mi è testimone) è stata grande quando, finito pane ed insalata gustosamente mangiati e bevuta una brocca d'acqua naturale, anch'essa gratuitamente fornita alla mensa, il tizio ha ripreso lo scopetòn e lo ha rimesso dentro la sua scatola di latta, buono per altri lauti pasti! Ecco perchè non stento per niente a credere che, in tempi ancora più grami e lontani, avvenisse effettivamente quanto raccontato all'inizio dove tutti "tociavano" la poenta sul scopetòn appeso allo spago, allungando a dismisura la durata di tale pietanza!

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